Scegliere l’alambicco giusto è fondamentale per la vostra distilleria, sia che stiate iniziando con una produzione hobbistica, sia che stiate pianificando un’attività seria. La scelta corretta può fare la differenza tra il piacere di vivere il mestiere e il dover affrontare costi e difficoltà inutili.
Prima di tutto, è necessaria una buona pianificazione. Che cosa volete produrre, in quale quantità e avete abbastanza spazio? Una volta considerato tutto questo, è necessario definire la dimensione del lotto che volete fermentare, se state producendo un distillato da fermentazione. Non pensate che i produttori di gin siano avvantaggiati. Ciò che si risparmia sulla fermentazione viene spesso compensato da cicli di distillazione più lunghi, dovuti alla maggiore concentrazione alcolica iniziale. Una volta definita la quantità del lotto, si definisce la giornata lavorativa, 8 / 16 / 24 h. Solo allora potete determinare quale dimensione di alambicco vi serve.
Ecco un esempio pratico:
Vogliamo produrre acquavite di prugne. Nella nostra distilleria abbiamo spazio sufficiente per 10 t. Decidiamo di poter lavorare 16 h una volta terminata la fermentazione. Ora iniziamo a valutare quale alambicco sia più adatto a noi. Se possiamo formare lotti di fermentazione con uno o due giorni di distanza tra loro, arriviamo a una massa di 1 t, cioè circa 1000 L al giorno, che dobbiamo lavorare una volta completata la fermentazione. Se conosciamo i tempi di distillazione della massa fermentata, facilmente consultabili sul nostro sito web, arriviamo alla conclusione che un alambicco da 200 L è il più adatto, perché in quel tempo può completare facilmente 5 cicli. Poiché effettuiamo anche la doppia distillazione, dobbiamo tenere conto che sono necessarie 4 o 5 cariche di massa fermentata per ottenere una carica di alambicco destinata alla doppia distillazione. Questo significa che, in un determinato anno, non dovremmo lavorare meno di 800–1000 kg di frutta.
In questo caso, solo se prevediamo una crescita della produzione nei prossimi 10 anni, dovremmo considerare l’acquisto di un ulteriore alambicco da 120 L, oppure iniziare subito con un alambicco più grande e più costoso da 350 o persino 500 L, con un adeguamento della dimensione del lotto.
Il tipo di alambicco, tradizionale o moderno a colonna, che include anche l’opzione per la distillazione tradizionale, è determinato dalla gamma di distillati che intendete produrre. Le giovani distillerie spesso hanno diversi distillati nella propria offerta per rafforzare la loro presenza sul mercato. Una gamma di questo tipo richiede un alambicco versatile, capace di produrre distillati in modo qualitativo ed efficiente.
Infine, c’è il metodo di riscaldamento. Oggi i prezzi dell’energia variano, e il nostro consiglio è di scegliere la fonte energetica più accessibile e conveniente per voi, rispettando il più possibile le misure ambientali. Fortunatamente, i nostri dispositivi di tipo tradizionale possono essere riscaldati con diverse fonti di energia e, in alcuni modelli, anche combinando due fonti energetiche.
Nella distillazione, il raffreddatore è quasi importante quanto l’alambicco stesso. È il punto in cui il vapore incontra l’acqua fredda e in cui i vapori aromatici si trasformano nel distillato finale. Se vi state chiedendo quale raffreddatore sia più adatto a voi, il raffreddatore classico o il raffreddatore a flusso continuo, lo spieghiamo in modo semplice qui sotto.
Il raffreddatore classico è realizzato in acciaio zincato. Il vapore proveniente dall’alambicco passa attraverso una serpentina in rame immersa in un recipiente pieno di acqua fredda, e quest’acqua viene periodicamente sostituita o rabboccata affinché rimanga fredda. Lo svantaggio del raffreddatore classico è che, a causa del suo volume maggiore, consuma più acqua e, quando si lavora con quantità più grandi, può funzionare più lentamente rispetto ai raffreddatori a flusso continuo. La qualità del distillato ottenuto è la stessa, ma è necessario maggiore impegno per regolare la temperatura del distillato. Il vantaggio di questo raffreddatore risiede nelle abitudini degli utenti, e le abitudini sono difficili da cambiare.
D’altra parte, il raffreddatore a flusso continuo è realizzato in acciaio inox. Funziona permettendo all’acqua fredda fresca di entrare continuamente nel raffreddatore, mentre l’acqua riscaldata viene scaricata attraverso un tubo di drenaggio. Il vapore passa attraverso un sistema di tubi circondato da acqua fredda alla temperatura adeguata. Il flusso dell’acqua viene regolato tramite la valvola installata, la temperatura ottimale del raffreddatore è di 40–60 gradi, e naturalmente va monitorata anche la temperatura del distillato in uscita. In questo modo il distillato viene raffreddato in modo più efficiente e continuo, il che è particolarmente importante con alambicchi più grandi.
Il raffreddatore a flusso continuo raffredda in modo uniforme, consente un controllo preciso della temperatura di raffreddamento, richiede un apporto d’acqua costante e regolato, e ha una capacità di 30 litri, garantendo un notevole risparmio d’acqua.
La distillazione moderna non sostituisce la tradizione. La rende più efficiente, più precisa e più affidabile.
Nel processo classico e tradizionale di produzione dell’acquavite, spesso è necessaria la doppia distillazione. Questo significa più tempo, un maggiore consumo di energia e un impegno aggiuntivo durante la produzione. Il suo più grande vantaggio è proprio la tradizione, il gusto e lo stile del distillato a cui molti consumatori sono già abituati e a cui restano fedeli.
Un alambicco moderno offre un approccio diverso. Prendendo come esempio un alambicco DES da 500 litri con due colonne, l’acquavite di prugne artigianale può essere distillata con l’aiuto della colonna Aroma Max, che preserva e trasferisce il più possibile l’aroma naturale della frutta nel distillato finale, consentendo al tempo stesso un processo di produzione più rapido, più pulito e più efficiente.
Esempio di processo
La distillazione dura circa quattro ore e mezza e il processo viene interrotto a circa 55% vol. Il risultato è di circa 25 litri di distillato finito.
La differenza fondamentale è che:
non è necessaria la doppia distillazione,
l’energia non viene consumata due volte,
non è necessario il lavaggio manuale, grazie al sistema CIP automatico integrato,
non si verifica bruciatura, perché le resistenze riscaldano l’acqua, e l’acqua riscalda poi la massa fermentata in modo uniforme.
I principali vantaggi sono chiari:
notevole risparmio di tempo, minore consumo di energia e alta qualità del distillato.
La tecnologia moderna non cambia la tradizione.
La migliora.
DES, il livello successivo della distillazione.
La distillazione è un’arte, ma anche un serio processo tecnico che coinvolge alte temperature, vapori infiammabili e pressione. Per questo motivo, indipendentemente dal fatto che siate distillatori hobbisti o gestiate una distilleria professionale, la sicurezza deve venire prima di tutto.
In questa guida condivideremo consigli fondamentali su come rendere la distillazione sicura, ottenendo al tempo stesso risultati di altissima qualità.
Attrezzatura di alta qualità e perfettamente funzionante, la base della sicurezza
Utilizzate solo alambicchi e condensatori perfettamente funzionanti, realizzati con materiali adatti al contatto con gli alimenti, come rame e acciaio inox.
Controllate regolarmente la presenza di crepe, bordi usurati o tubi ostruiti.
Non utilizzate attrezzature improvvisate, perché possono causare perdite di vapore e pericoli di incendio.
Ventilazione dello spazio
Durante la distillazione si liberano vapori alcolici, che sono altamente infiammabili.
Eseguite sempre la distillazione in uno spazio ben ventilato o all’aperto.
Evitate ambienti chiusi senza ventilazione, perché l’accumulo di vapori può causare esplosioni o intossicazioni.
Evitare fiamme libere vicino ai vapori
I vapori alcolici possono incendiarsi anche a breve distanza da una fonte di calore.
Se utilizzate alambicchi a gas o a combustibile solido, assicuratevi che la fiamma sia isolata da eventuali perdite di vapore.
Per la massima sicurezza, valutate il riscaldamento elettrico, che consente un controllo più preciso della temperatura e riduce i rischi.
Controllo della temperatura
Una temperatura eccessivamente alta può causare il surriscaldamento della massa fermentata, un’ebollizione improvvisa o una riduzione e un danneggiamento della qualità aromatica del distillato.
Utilizzate termometri per monitorare il processo.
Non superate i valori consigliati, una distillazione più lenta e controllata garantisce risultati più sicuri e di qualità superiore.
Separazione accurata delle frazioni
La prima parte del distillato, le teste, contiene metanolo e altre sostanze nocive.
Separate e scartate sempre il primo 0,5–2% del volume del distillato.
La corretta separazione delle teste, del cuore, della frazione centrale e delle code non è solo una questione di gusto, ma anche di sicurezza.
Lavorare con l’alcol, guanti e occhiali protettivi
Durante la pulizia e il riempimento dell’alambicco, così come durante la manipolazione di alcol ad alta gradazione, indossate guanti protettivi e occhiali di sicurezza. L’alcol in concentrazioni superiori a 60% vol. può causare irritazioni alla pelle e agli occhi. Questo riguarda principalmente le persone sensibili.
Spegnimento degli incendi e situazioni di emergenza
Tenete sempre vicino al luogo di lavoro:
Estintore, classe B, per liquidi infiammabili
Un secchio di sabbia per spegnere rapidamente le fiamme senza diffondere i vapori
Accesso all’acqua per il raffreddamento dell’attrezzatura, non per spegnere l’alcol!
Sicurezza
La sicurezza nella distillazione non è un “optional”, è una regola. Seguendo le procedure di base, utilizzando attrezzature di alta qualità e controllando il processo, non solo proteggete voi stessi e lo spazio in cui lavorate, ma garantite anche che il vostro distillato sia di qualità eccellente.
E quando lavorate con gli alambicchi DES, potete essere certi che ogni elemento è progettato pensando alla durata, all’efficienza e, soprattutto, alla sicurezza.
Pensi che il gin sia solo vodka aromatizzata?
Il vero gin nasce con molta più cura, attraverso un processo di distillazione gestito con precisione, il controllo degli aromi e un’attrezzatura che consente una qualità costante. È proprio per questo tipo di produzione che è progettato l’alambicco DES da 500 litri con colonna.
Questo sistema consente la preparazione di una base alcolica, l’aggiunta di botaniche accuratamente selezionate e una ridistillazione controllata, rendendolo una scelta eccellente per la produzione di gin premium. Botaniche come ginepro, coriandolo, anice, radice di angelica, cannella e altre spezie vengono aggiunte alla base preparata, mentre aromi aggiuntivi possono essere inseriti nel cestello aromatico, insieme a scorze di agrumi essiccate, per ottenere un profilo aromatico più pronunciato e stratificato.
Esempio di distillazione del gin
Partiamo da 235 litri di alcol a 96% vol. Aggiungiamo 265 litri di acqua e otteniamo 500 litri di base a 45% vol.
Gli aromi aggiuntivi vengono inseriti anche nel cestello aromatico, insieme a scorze di agrumi essiccate. Il riscaldamento viene effettuato in modo controllato, fino a circa 85°C. Le resistenze vengono spente gradualmente a 60, 70 e 85°C. Selezioniamo la colonna, manteniamo il reflusso in posizione intermedia e monitoriamo la temperatura su ogni piatto. Per il gin, le teste vengono separate in una quantità di circa lo 0,5% del volume totale, ovvero circa 2,5 litri.
La distillazione viene condotta con moderazione. Non bisogna avere fretta, perché la qualità non ama la velocità. Il processo viene interrotto intorno a 50% vol., per evitare di raccogliere oli essenziali non necessari.
Il risultato è di circa 180 litri di distillato a 82% vol. Dopo la diluizione, si ottengono circa 370 litri di gin finito a 40% vol.
L’alambicco DES 500 L con colonna non è solo un’attrezzatura, è uno strumento di produzione affidabile per distillerie che desiderano maggiore controllo, qualità ripetibile e una capacità seria.
DES, alambicchi da 1 a 6.000 litri per la produzione di tutti i tipi di distillati.
Questo è un tema che spesso accende il dibattito tra le persone che distillano spirits. C’è quasi sempre qualcuno che insiste sul fatto che un rame più spesso sia la chiave per una qualità migliore e che, senza di esso, non sia possibile produrre una buona acquavite di frutta. A prima vista, sembra logico: un materiale più robusto dovrebbe portare a un risultato migliore. Tuttavia, quando si guarda un po’ più a fondo, diventa chiaro che le cose non sono così semplici.
La verità è che lo spessore del rame in sé non influisce direttamente sulla qualità del distillato. Ciò che fa davvero la differenza è il rame come materiale, perché ha la capacità di legare i composti indesiderati presenti nel vapore e quindi migliorare l’aroma e il sapore dello spirit. Tuttavia, il vapore non “sa” se la parete dell’alambicco è spessa due o cinque millimetri. Entra in contatto solo con la superficie, non con lo spessore del materiale. Per questo motivo, è sbagliato pensare che un rame più spesso produca automaticamente uno spirit migliore.
Uno degli errori più grandi che si commettono è confondere la qualità dell’alambicco con la qualità dello spirit. Un alambicco in rame più spesso è effettivamente un’attrezzatura di qualità superiore: è più stabile, più resistente e più facile da utilizzare. Tuttavia, questo non significa che produrrà da solo uno spirit premium. Se la massa fermentata è scadente, se la fermentazione non viene gestita correttamente o se le frazioni non vengono separate nel modo giusto durante la distillazione, nessuna quantità di rame potrà correggere questi problemi. L’alambicco è semplicemente uno strumento, e il risultato finale dipende dalla persona che lo utilizza.
Lo spessore del rame diventa importante soprattutto quando l’alambicco viene utilizzato frequentemente. Per chi distilla in casa per le proprie necessità, gli alambicchi realizzati con rame più sottile sono assolutamente adatti. Per chi invece ha esigenze molto più elevate, come i distillatori conto terzi o i produttori che lavorano grandi volumi, è necessario un adeguato aumento dello spessore del rame per sostenere quel livello di utilizzo.
Alla fine, considerando tutto, si può dire che lo spessore del rame non aumenta direttamente la qualità dello spirit, ma riduce la probabilità di commettere errori. E questo può essere uno degli aspetti più importanti dell’intero processo. La vera domanda, quindi, non è se il rame sia il più spesso possibile, ma se l’alambicco sia ben costruito e utilizzato correttamente.